
mattina.
Il Piccolo Principe fini sulla terra, nel bel mezzo del deserto. "Dove sono gli uomini?" disse il Piccolo Principe "si é un pò soli nel deserto" "Si é soli anche con gli uomini" rispose il serpente.


Stavo pensando
A quanto è difficile frenare degli istinti, delle pulsioni così forti,
Anche se guardandoci dentro veramente sappiamo che sono dannosi
E sono talmente forti da riuscire a ingannare la nostra mente,
per qualche ora possiamo addirittura pensare che non poi così nocivi
che forse non ci porteranno a conseguenze così negative.
Se ci penso mi sento così animale.
Ci hanno insegnato che l’amore è un’entità quasi magica,
nasce e ci travolge senza che noi possiamo controllarla
ci trascina, ci solleva e ci entra nell’anima e da lì fatica ad andarsene.
È una grande forza che ci porta immensa felicità.
E se a volte questa forza non fosse poi così incontrollabile?
E se tale passione non portasse poi a tutta questa gioia?
O meglio.. potrebbe portare gioia nell’immediato
e successivamente il peso delle sue conseguenze.
È un rischio.
Questo bisogno di amare che scatta dentro di noi
Questo impeto pericoloso
Siamo sicuri di volerci lasciar prendere?
Se facessimo un calcolo costi-benefici?
Qualcosa di puramente economico.. ci starebbe..
Ci sta ogni tanto sbattere un po’ di cognizione in mezzo al marasma dei sentimenti.
Quale sarebbe il risultato?
E soprattutto..
Dopo aver fatto tutti i calcoli
E aver compreso la dannosità delle azioni conseguenti
Saremo in grado di debellare i nostri istinti?
Ma perché questi istinti perdurano?
Da dove arriva questo bisogno?
Questa forte sensazione?
Perché ci vuole attanagliare anche se è dannosa?
Perché i nostri istinti non sono intelligenti?
Ci piace fare ciò che è sbagliato
Ciò che è proibito,
quanto ci gusta..
che brivido lungo la schiena che si sente
una scarica elettrica lungo il corpo
e ti senti viva
cuore a mille, le mani sudate, il sorriso che spunta leggero all’angolo delle labbra..
sentirsi preda
della passione
del non-senso
di chi non dovremmo desiderare.
annullare tutti i pensieri per 10 minuti ed agire
essere solo un corpo che si scioglie
si avvinghia e sente il calore di un altro.
Sentire quel piacere così intenso
E perdere le inibizioni.
Non avere il controllo, non pensare.
Essere una preda degli istinti.
Scindere il corpo dalla mente
E lasciare che la voce della mente sia sempre più soffusa
Soffocata dalle sensazioni che crescono dal contatto
Mentre il nostro corpo si muove lento
E il respiro diventa affannoso
La testa si inclina leggermente all’indietro, gli occhi socchiusi
una sensazione che ci pervade
Come l’impeto del fiume in piena
distrugge la diga
e l’acqua
con la sua potenza bagna il letto del fiume
arido, prosciugato.
Ci piace.
Forse perché siamo sempre così concentrati
A controllarci,
a fare ciò che è giusto
a contare le parole, a sentirci in colpa per quelle dette in più
quelle dette in meno.
A contare i soldi nel portafoglio
Controllare di aver chiuso la finestra,
Di aver ripetuto anche l’ultimo capitolo del libro.



Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.
Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!
“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.
“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”
“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.
Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrae piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.
Scrivo veloce queste parole
Perché non riesco a pronunciarle,
Perché quando le ho pensate
Non ero in grado di fermare
Le tue mani.
e ora sono sola
Con le mie parole.
E noi
Come le farfalle
che danzano delicate nel cielo
E noi
Come due amanti
che si avvicinano lenti
ma non si guardano
per paura di vedersi davvero.
