quanta fatica per fare un favore... a me stessa.
per chiudere con un passato che mi ha fatto immensamente soffrire, per rimanere fedele ai miei principi. vorrei poter smettere di voler bene a comando, cancellare le persone velocemente proprio come si cancellano le parole dallo schermo tenendo premuto il tasto canc.
smettere di desiderare di ricevere una chiamata. per cosa poi? per sentirmi dire che io valgo e non ha avuto senso perdermi? non lo sentirò mai dire. e anche se fosse, cosa me ne farei? cosa me ne faccio di queste parole? cosa mi servirebbe dirti che mi hai fatto soffrire come un cane, che sono arrivata a toccare il fondo e poi a scavare e che ti sarebbe bastato poco per aiutarmi...???
non ti rivoglio come amante, non ti rivoglio come moroso, rivorrei solo indietro la mia spensieratezza. ma non si può avere. e non devo pensare continuamente a qualcosa che non posso cambiare, che non posso più avere in quel modo. devo trovare nuovi modi e in parte ci sto riuscendo.
ora basta pensarci, basta parlarne.
voglio non pensare più al passato e guardare in faccia al mio futuro. che sembra veramente promettente.
non voglio sbagliarmi più così tanto (a valutare le persone). non voglio più dover pagare così tanto un conto. non me lo merito.
sono acida? sono sfiduciata? sono scorbutica? si, lo sono. e vorrei vedere voi al posto mio, dopo tutto quello che ho passato.
ma forse invece che tentare di cancellare con il tasto canc delle parole già scritte, sarebbe meglio che andassi avanti a scriverne nuove. senza continuamente guardare indietro.
forza e coraggio.
Il Piccolo Principe fini sulla terra, nel bel mezzo del deserto. "Dove sono gli uomini?" disse il Piccolo Principe "si é un pò soli nel deserto" "Si é soli anche con gli uomini" rispose il serpente.
mercoledì 26 maggio 2010
lunedì 17 maggio 2010
sabato 15 maggio 2010
Sonnet 146
Poor soul, the centre of my sinful earth,
These rebel powers that thee array;
Why dost thou pine within and suffer dearth,
Painting thy outward walls so costly gay?
Why so large cost, having so short a lease,
Dost thou upon thy fading mansion spend?
Shall worms, inheritors of this excess,
Eat up thy charge? is this thy body's end?
Then soul, live thou upon thy servant's loss,
And let that pine to aggravate thy store;
Buy terms divine in selling hours of dross;
Within be fed, without be rich no more:
So shalt thou feed on Death, that feeds on men,
And Death once dead, there's no more dying then.
martedì 11 maggio 2010
venerdì 9 aprile 2010
Auguri
eccomi qua..
dopo quello che mi è successo ieri sera ho riflettuto di nuovo. sull'amore.
ripensavo a cosa sia l'amore, alle sue manifestazioni.
e più vado avanti e più mi sembra che l'amore è dentro il silenzio.
non nei paroloni pronunciati per colpire, non nelle grandi gesta.
nel silenzio.
silenzio di chi ti è vicino quando torni la sera e la giornata ti è andata male; mentre ti ascolta raccontare le piccole disgrazie quotidiane, mentre ogni giorno ti guarda fare le piccole cose e non si stanca mai. è il silenzio di tua mamma che ti aspetta alzata fino alle 5 di mattina e si addormenta solo quando sente la porta che si chiude dietro alle tue spalle.
silenzio, quando ti capita di chiederti se per quella persona stai facendo abbastanza. è sentirsi in colpa quando ti rendi conto di essere stato egoista, quando ti rendi conto che avresti potuto fare di più per aiutarla.
silenzio di chi ti pensa. dopo qualche giorno che non ti vede si chiede "chissà dov'è, chissà cosa sta facendo".
silenzio quando le compri un regalo e sai che sono stati i soldi meglio spesi degli ultimi due mesi, silenzio quando glielo dai e la vedi sorridere. non c'è bisogno di dire niente, non c'è bisogno di parole.
silenzio mentre l'aspetti sotto casa e lei è in ritardo e tu le spaccheresti la faccia. ma poi quando la vedi allegra e pimapnte salterellare verso di te ti passa tutto.
silenzio quando una persona ti manca e non riesci a dirglielo. perchè ti sembra stupido, perchè ti senti stupido.
è sentire il cuore stringere quando l'altro sta male, è sentirsi impotenti e non parlare. perchè c'è bisogno di parole, l'amore non lo puoi ingabbiare nelle parole. rimane lì in gola e non esce.
l'amore è guardare l'altro, è ascoltarlo, è finire di parlare e rimanere zitti. è proprio lì che arriva l'amore. fa quello che vuole, non lo controlli
l'amore è ammettere che domani, nel caso l'altra persona venisse a mancare, tu andresti avanti lo stesso. non facciamo i poeti, non dobbiamo essere ipocriti. se una persona la perdi puoi continuare a vivere lo stesso benissimo.
ma lei rimane sempre lì in fondo al cuore. e quando vedi una sua foto ti stringe il cuore. quando senti un profumo particolare ti torna alla mente. e tu non dici niente.
ci pensi. in silenzio.
sono mille i silenzi che dedichiamo alle persone che amiamo. e ci sembrano piccole cose, e ci sembra che non abbiano valore. ma che cos'è l'amore se non l'accumulo di mille sciocchezze?
e ora non mi resta che augurarti buon compleanno, spero di poterti dedicare ancora mille silenzi, spero di riempire ancora le mie giornate con tutte le sciocchezze che ci rendono felici...
Auguri!
lunedì 29 marzo 2010
Sunny Sunday morning

ci sono quelle giornata di sole, la primavera è in arrivo, la luce entra prepotente dalla finestra , arrogantemente ti impone di essere felice. non puoi non essere felice con il caldo tieporino primaverile che accarezza i boccioli, gli uccellini che cantano spensierati e le grida dei bambini che giocano nel parco di fianco casa.
eppure è proprio in queste giornate che la sento, quella sensazione latente, maledetta, i ricordi che non scivolano davanti agli occhi, no, si impongono. e non vedo il mondo, a fuoco ci sono solo loro.ma arriverà il mio momento.
sto lavorando per realizzare i miei sogni e lentamente ci sto arrivando.
riderò poi di voi, che mi avete abbandonato, che vi siete accontentati della prima felicità che vi passava davanti al naso, di voi che certe sofferenze non le avete sentite nemmeno per nome.
rifuggite dal dolore, ma a volte il dolore è maestro.
ti accompagna, ti prende per mano quando stai per cadere e ti strattona verso il basso. non ti guarda in faccia. non sa chi sei, come ti chiami, cosa sei nella vita. e quando hai toccato il fondo probabilmente ti aiuta a scavare.
ma è proprio quando hai la pala in mano che ti risvegli e decidi di smettere di soffrire. e vaffanculo a tutti.
e allora il dolore lentamente ti tende la mano e ti aiuta a risalire. e quando raggiungi di nuovo la superficie sei una persona nuova, più matura, in grado di affrontare la vita e più tollerante nei confronti del dolore stesso.
non lo scacci più cercando sollievo nelle felicità che ti costruisci velocemente. lo accogli quando arriva perchè sai che fa parte della vita, del divenire lento dei nostri giorni.
riguardo la luce che entra dalla finestra. e ora sorrido...
...E piano piano realizzò i Suoi sogni. con La Forza di chi risale dall'inferno in silenzio.
mercoledì 17 marzo 2010
Nella moltitudine
Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
ragno, gabbiano, topo di campagna.
Ognuno va subito a pennello
ed è portato docilmente
finché si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.
Szymborska
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
ragno, gabbiano, topo di campagna.
Ognuno va subito a pennello
ed è portato docilmente
finché si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.
Szymborska
lunedì 15 marzo 2010
Qualcosa Che Non C’è
Tutto questo tempo a chiedermi
Cos'è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così
Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo
Dopo quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è che
Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare il sole sorgere
Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore
Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare
Il sole sorgere
E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c'è un segreto
E' fare tutto come
Se vedessi solo il sole
Un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
E non
Qualcosa che non c'è
Il mio nemico
IL MIO NEMICO
Finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro spera
che tu ci provi ancora
perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa
la fregatura è che è sempre un altro che paga
e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga
però chissà come mai qualsiasi cosa accada
nel palazzo lontano nessuno fa una piega
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
se vuoi tirare tira
ma non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro giura
che ha la coscienza pura
ma sotto quella vernice ci sono squallide mura
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
e se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
non farla nel mio nome
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli Piero, sparagli ora)
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli Piero, sparagli ora)
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora
il mio nemico mi somiglia
è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora
venerdì 5 marzo 2010
Arte
...leggendo certi libri hai come l'impressione ti vogliano raccontare il mondo intero. che siano ricchi di verità enormi e non capisci come possano essere rinchiuse dentro un'insieme di lettere stampate su un foglio bianco. e ad ogni pagina mi sento più ricca, ad ogni pagina sento la pesantezza delle verità che non so spiegare, perché liberatesi dalle parole entrano dentro me e nn possono più essere intrappolate dall'abilità tipicamente umana di rendere l'effimero immortale.
mercoledì 24 febbraio 2010
Musica

sono allibita, esterefatta davanti alla bravura di certi musicisti.. ma come si fa a trasmettere ancora san remo, ad ascoltare i tokio hotel e il principe di staminchia che canta???
è un'offesa a chi la musica la sa veramente fare.
è un'offesa alla MUSICA.
quando attacca un pezzo mi viene la pelle d'oca. mi fermo di fare qualunque cosa perché ho la sensazione che perdere una nota possa limitare gli istanti che sto vivendo. se chiudo gli occhi si apre un mondo colorato e armonioso che è sempre stato lì e non hai mai avuto l'opportunità di emergere.
mi sento come novecento mentre suona, anche se io non ho l'onore e le capacità per farlo.
quando la musica finisce il silenzio mi infastidisce come se ogni rumore umano fosse inutile dinnanzi a così tanta bellezza. se ogni suono intorno a me possedesse la capacità di ingabbiarmi nelle emozioni come queste note, il mondo parrebbe delicato e innocuo come le farfalle che si posano sui fiori a primavera. quei petali le hanno attese sempre in silenzio. e io ho sempre aspettato questa armonia.
ma come ho fatto a non accorgermi prima di tutto ciò?
martedì 23 febbraio 2010
sabato 20 febbraio 2010
Storie
leggere, guardare film.
farsi entrare le storie nel cuore, farsi penetrare dall'emozione e piangere. sentire ogni parola come propria, ogni immagine stampata nei propri occhi.
mi entrano nell'anima le storie.
le domande che sorgono così veloci e arroganti nella mia mente,
come se le storie potessero aiutarti a trovare la risposta.
ma la risposta non c'è.
e allora rimangono lì, aleggiano nell'aria. per ogni persona che verrà dopo di me, per ogni occhio pronto a farsi imprimere quelle immagini, per ogni cuore pronto ad emozionarsi dinanzi alla loro semplice grandezza.
alle storie.
venerdì 12 febbraio 2010
Limiti

riflettevo stamattina su una parola.
limite.
spesso si sente dire "non può esistere l'amicizia tra uomo e donna", "io non ci credo a quel genere di cose, non funzionano".
e pensavo ai miei rapporti, ai rapporti delle persone che conosco, ai rapporti umani in generale.
e non sono d'accordo pienamente con quelle affermazioni.
sarà che non amo le generalizzazioni.
credo che in ogni rapporto umano esistano dei limiti. che vanno individuati ed entro i quali bisogna saper stare.
spesso noi uomini siamo guidati dagli istinti, puri e semplici. e la cosa peggiore è che non ce ne rendiamo conto. ma penso sempre che in mezzo a questi istinti è bene "sbatterci" ogni tanto un po' di cognizione.
e dico "sbattere" perché fare ciò implica uno sforzo, qualcosa che pare essere poco naturale.
saper individuare un limite e saperlo rispettare è qualcosa di difficile è frutto della nostra mente, dalla nostra capacità di pensiero e di riflessione su ciò che ci circonda.
e queste capacità spesso servono a filtrare i nostri istinti. servono a mantenerci entro i limiti.
ogni rapporto umano è come un filo sospeso in aria sopra al quale camminiamo e dobbiamo restare in equilibrio.
ci sono fili più grossi e più larghi. alcuni sembrano addirittura delle piccoli sentieri. ma attenzione! anche da quelli si può cadere. se non si conosce il limite oltre al quale non si può andare.
limiti nel rapporto tra due amiche. tra madre e figlio. tra padre e figlio. limiti tra un uomo e una donna, nell'amore inteso nel suo senso più fisico o inteso come qualcosa di più nobile e impercettibile.
a volte il limiti dell'amicizia tra un uomo e una donna sono sottili e difficili da vedere. ci vuole una grande volontà per tenersi a freno e non portare un'amicizia verso la rovina per assecondare un istinto sopraggiunto probabilmente in un momento di debolezza.
e qui riprendo le parole di un grande scrittore nonché poeta e credo anche, conoscitore della natura umana. Hesse parla di caducità, caducità della natura, dell'uomo e della sua essenza, della vita.
e allora traspongo la caducità ai rapporti umani.
si perché anche quelli se non vengono coltivati, se non sappiamo sovrastare la natura dell'uomo, la naturale degradazione delle cose, anche quelli vengono sopraggiunti dalla degenerazione, che sia noia, che sia incapacità di frenare il male che ognuno di noi porta dentro di se (thanatos?) o che sia l'egoismo istintuale che ha portato l'uomo a sopravvivere nei secoli.
è quindi vero che non possa esistere amicizia tra uomo e donna?
non lo so, ma come sempre credo che colui che pensa non è chi da delle risposte ma chi fa le giuste domande. e allora mi chiedo...
quanto noi uomini siamo capaci di salvare i nostri rapporti? di mantenerli in equilibrio?
quanto noi uomini sappiamo veramente camminare sui fili che intessono le nostre vite senza cadere? salvarci dalla caducità a cui siamo predestinati?
e quanto sopratutto siamo consapevoli di tutto ciò?
Riti di iniziazione
- Citizen Kane (il quarto potere)
- Scemo più scemo
- Harry ti presento Sally
- L'attimo fuggente
- Nuovo cinema paradiso
- American beauty
- le ali della libertà
- la leggenda del pianista sull'oceano
- il laureato
- Philadelphia
mercoledì 10 febbraio 2010
un grande maestro
...forse stava meglio quando il suo senso critico, il suo cinismo e la sua dannata voglia di dire quello che pensa e di credere in qualcosa di vero erano assopite, affogate tra i peluches e winnie the pooh, i bambini di anne geddes e credeva che l'amore la circondasse incondizionatamente. essersi svegliata ha fatto male ma il dolore sa essere un grande maestro, ti insegna a riconoscere e a godere dei veri piaceri della vita e non della gozzoviglia di inutilità di cui siamo circondati...
Narciso e Boccadoro

...pensò che ogni uomo corre senza posa e si trasforma e infine si dissolve, mentre la sua immagine creata dall'artista rimane sempre immutabilmente la stessa.
forse, pensò, la radice di ogni arte, e fors'anche d'ogni spirito, è la paura della morte. noi la temiamo abbiamo orrore della caducità, vediamo con tristezza i fiori appassire e le foglie cadere e sentiamo nel nostro cuore la certezza che anche noi siamo caduchi e presto avvizziremo. se dunque come artisti creiamo figure o come pensatori cerchiamo leggi e formuliamo pensieri, lo facciamo per salvare qualche cosa della grande danza macabra, per stabilire qualche cosa che abbia una durata più lunga di noi stessi...
martedì 9 febbraio 2010
I prossimi libri da leggere
- 900 Baricco
- 1984 Orwell
- storie di ordinaria follia Bukowski
- il paese delle prugne verdi Muller
- la democrazia del grande fratello Chomsky
- il taccuino d'oro Doris Lessing
- favole Gianni Rodari
- lettera ad una professoressa Don Milani
- fahreinhet 451 Bradbury
Ode alla vita
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
Martha Medeiros
giovedì 4 febbraio 2010
Zanzibar

Donna
splendida creatura dagli occhi incavati,
neri come le seppie arenate sulla sabbia bianca,
profondi come le sofferenze che ti sono state inferte.
non abbassare lo sguardo.
hai poggiato il piede di bambina
sulle ruvide pietre,
levigate dall'acqua del mare.
e già non eri più bambina.
i giochi non son permessi a chi nasce
tra le acque trasparenti,
il sorriso non è concesso
a chi trasporta i sacchi sulle spalle.
le tue vesti sono verdi e prorompenti
come la natura che ti ha dato vita,
la tue pelle tagliata dal sale
delle alghe che raccogli.
la tua fierezza ferisce
chi incontra il tuo sguardo.
dal tuo grembo nasce Vita
dalle tue mani nasce lavoro.
Donna
splendida creatura dalla forza inaudita
rimani in silenzio
mentre porti il mondo sulle spalle.
non ti è concesso il dolore
non ti è concesso il lamento.
ma non dimenticare...
la tua grandezza merita
un rispetto severo.
per questo
Donna,
non abbassar mai lo sguardo.
mercoledì 3 febbraio 2010
Piccole riflessioni mattutine
felicità
mentre la cerchi
disperatamente
la vita
ti scorre tra le mani
felicità sta nel percorrere le strade
più impervie
e non raggiungere la cima,
non sta nel piangere
ma nell'asciugare
le lacrime amare.
felicità è smettere di cercare
con bramosia il quadrifoglio
e vedere risplendere
le gocce di rugiada su
un comune filo d'erba
martedì 2 febbraio 2010
ingratitudini
me lo domando ogni giorno
il significato, significare
dare un senso all'insieme delle
mie ingratitudini.
tali le definisco
le mie piccole infelicità
di fronte ad un mondo piegato in ginocchio
dall'incredibile violenza
del non sapere amare
dai nostri orgogli impietriti
e ciechi di fronte alla
sofferenza silenziosa di un uomo
al grido impercettibile di un bambino,
dal cinismo che avvolge
ogni azione
siamo piccole perle ingiallite
che rotolano nel liquame
dei porci.
Sull'amore
Si chiama amore ogni superiorità,
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino,
affettuosa adesione ciò che l'Imperscrutabile
vuole fare di noi anche quando
non siamo ancora in grado di vederlo
e di comprenderlo -
questo è ciò a cui tendiamo.
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino,
affettuosa adesione ciò che l'Imperscrutabile
vuole fare di noi anche quando
non siamo ancora in grado di vederlo
e di comprenderlo -
questo è ciò a cui tendiamo.
Hermann Hesse
Premi nobel per la letteratura
Anno ![]() | Premiati ![]() | Nazionalità ![]() | Lingua ![]() | Motivazione |
|---|---|---|---|---|
| 1901 | Sully Prudhomme | Francese | "in riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto" | |
| 1902 | Christian Matthias Theodor Mommsen | Tedesco | "al più grande maestro vivente della scrittura storica, con speciale riferimento al suo maggior lavoro, Storia di Roma" | |
| 1903 | Bjørnstjerne Bjørnson | Norvegese | "un tributo alla sua nobile, magnifica e versatile poeticità, con la quale si è sempre distinto per la chiarezza della sua ispirazione e la rara purezza del suo spirito" | |
| 1904* | Frédéric Mistral | Occitano | "in riconoscimento della chiara originalità e della vera ispirazione della sua produzione poetica, che splendidamente riflette gli scenari naturali e lo spirito nativo del suo popolo, e, in aggiunta, al suo importante lavoro come filologo provenzale" | |
| 1904* | José Echegaray y Eizaguirre | Spagnolo | "in riconoscimento delle numerose e brillanti composizioni che, in maniera individuale ed originale, hanno fatto rivivere la grande tradizione del dramma spagnolo" | |
| 1905 | Henryk Sienkiewicz | Polacco | "per i suoi notevoli meriti come scrittore epico" | |
| 1906 | Giosuè Carducci | Italiano | "non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all'energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica" | |
| 1907 | Rudyard Kipling | Inglese | "in considerazione del potere dell'osservazione, dell'originalità dell'immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione che caratterizzano le creazioni di questo autore famoso nel mondo" | |
| 1908 | Rudolf Christoph Eucken | Tedesco | "in riconoscimento della sua seria ricerca della verità, il suo potere di penetrare il pensiero, la sua enorme capacità di visione, il calore e la forza delle sue opere con le quali ha trasmesso una filosofia idealistica della vita" | |
| 1909 | Selma Lagerlöf | Svedese | "per l'elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere" | |
| 1910 | Paul Johann Ludwig Heyse | Tedesco | "un tributo alla consumata capacità artistica, permeata dall'idealismo, che egli ha dimostrato durante la sua lunga carriera produttiva come poeta lirico, drammaturgo, novellista e scrittore di storie brevi famose nel mondo" | |
| 1911 | Maurice Polidore Marie Bernhard Maeterlinck | Francese | "per le sue molte attività letterarie, specialmente per la sua opera drammatica, che si distinguono per la ricchezza d'immaginazione e la poetica fantastica, che rivela, a volte sotto forma di favola, una profonda ispirazione, mentre in un modo misterioso si rivolge ai sentimenti propri del lettore e ne stimola l'immaginazione" | |
| 1912 | Gerhart Johann Robert Hauptmann | Tedesco | "in riconoscimento della sua fertile, varia ed eccelsa produzione nella sfera dell'arte drammatica" | |
| 1913 | Rabindranath Tagore | Bengalese | "per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest" | |
| 1914 | non è stato assegnato | |||
| 1915 | Romain Rolland | Francese | "un tributo all'elevato idealismo della sua produzione letteraria, alla comprensione ed all'amore per la verità con le quali ha descritto i diversi tipi di esistenza umana" | |
| 1916 | Carl Gustaf Verner Von Heidenstam | Svedese | "in riconoscimento della sua importanza come esponente rappresentativo di un nuovo tempo nella nostra letteratura" | |
| 1917* | Karl Adolph Gjellerup | Danese | "per la sua varia e ricca poeticità, ispirata da elevati ideali" | |
| 1917* | Henrik Pontoppidan | Danese | "per le sue reali descrizioni della vita moderna in Danimarca" | |
| 1918 | non è stato assegnato | |||
| 1919 | Carl Friedrich Georg Spitteler | Tedesco | "in riconoscimento al suo poema epico, Olympischer Frühling" | |
| 1920 | Knut Pedersen Hamsun | Norvegese | "per il suo monumentale lavoro. Il risveglio della Terra" | |
| 1921 | Anatole France | Francese | "in riconoscimento della sua brillante realizzazione letteraria, caratterizzata da nobiltà di stile, profonda comprensione umana, grazia, e vero temperamento gallico" | |
| 1922 | Jacinto Benavente | Spagnolo | "per il felice metodo col quale ha proseguito la tradizione illustre del dramma spagnolo" | |
| 1923 | William Butler Yeats | Inglese | "per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione" | |
| 1924 | Władysław Stanisław Reymont | Polacco | "per il suo grande romanzo epico, I contadini" | |
| 1925 | George Bernard Shaw | Inglese | "per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza" | |
| 1926 | Grazia Deledda | Italiano | "per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi" | |
| 1927 | Henri Bergson | Francese | "in riconoscimento delle sue ricche e animate idee e della brillante capacità con la quale ha saputo esprimerle" | |
| 1928 | Sigrid Undset | Norvegese | "principalmente per la sua imponente descrizione della vita nordica durante il medioevo" | |
| 1929 | Thomas Mann | Tedesco | "principalmente per il suo grande romanzo I Buddenbrook, sempre più riconosciuto come una delle grandi opere della letteratura contemporanea" | |
| 1930 | Sinclair Lewis | Inglese | "per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilità nel creare, con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi" | |
| 1931 | Erik Axel Karlfeldt (postumo) | Svedese | "la poesia di Erik Axel Karlfeldt" | |
| 1932 | John Galsworthy | Inglese | "per la sua originale arte narrativa, che trova la sua forma più alta ne La saga dei Forsyte" | |
| 1933 | Ivan Alekseevič Bunin | Russo | "per la precisione artistica con la quale ha trasposto le tradizioni classiche russe in prosa" | |
| 1934 | Luigi Pirandello | Italiano | "per il suo coraggio e l'ingegnosa ripresentazione dell'arte drammatica e teatrale" | |
| 1935 | non è stato assegnato | |||
| 1936 | Eugene Gladstone O'Neill | Inglese | "per la forza, l'onestà e le emozioni profondamente sentite dei suoi lavori drammatici, che incarnano un concetto originale di tragedia" | |
| 1937 | Roger Martin du Gard | Francese | "per la forza artistica e la verità con la quale ha dipinto il conflitto umano così come gli aspetti fondamentali della vita contemporanea nel suo ciclo di romanzi Les Thibault" | |
| 1938 | Pearl Sydenstricker Buck | Inglese | "per le sue ricche ed epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi lavori autobiografici" | |
| 1939 | Frans Eemil Sillanpää | Finlandese | "per la sua profonda comprensione dei contadini del proprio paese e la squisita arte con la quale ha ritratto il loro modo di vivere e la relazione con la natura" | |
| 1940 | non è stato assegnato | |||
| 1941 | non è stato assegnato | |||
| 1942 | non è stato assegnato | |||
| 1943 | non è stato assegnato | |||
| 1944 | Johannes Vilhelm Jensen | Danese | "per la sua fervida immaginazione poetica con la quale ha combinato una intellettuale curiosità e uno stile fresco e creativo" | |
| 1945 | Gabriela Mistral | Spagnolo | "per la sua lirica, ispirata da forti emozioni, che ha fatto del suo nome un simbolo delle aspirazioni idealistiche dell’intero mondo latino americano" | |
| 1946 | Hermann Hesse | Tedesco | "per la sua forte ispirazione letteraria coraggiosa e penetrante esempio classico di ideali filantropici ed alta qualità di stile" | |
| 1947 | André Gide | Francese | "per la sua opera artisticamente significativa, nella quale i problemi e le condizioni umane sono stati presentati con un coraggioso amore per la verità e con una appassionata penetrazione psicologica" | |
| 1948 | Thomas Stearns Eliot | Inglese | "per il suo notevole e pioneristico contributo alla poesia contemporanea" | |
| 1949 | William Faulkner | Inglese | "per il suo contributo forte e artisticamente unico al romanzo americano contemporaneo" | |
| 1950 | Bertrand Arthur William Russell | Inglese | "in riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si erge a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero" | |
| 1951 | Pär Fabian Lagerkvist | Svedese | "per il suo vigore artistico e per l'indipendenza del suo pensiero con cui cercò, nelle sue opere, di trovare risposte alle eterne domande che l'umanià affronta" | |
| 1952 | François Mauriac | Francese | "per il profondo spirito e l’intensità artistica con la quale è penetrato, nei suoi romanzi, nel dramma della vita umana" | |
| 1953 | Winston Leonard Spencer Churchill | Inglese | "per la sua padronanza delle descrizioni storiche e biografiche, nonché per la brillante oratoria in difesa ed esaltazione dei valori umani" | |
| 1954 | Ernest Miller Hemingway | Inglese | "per la sua maestria nell'arte narrativa, recentemente dimostrata con Il vecchio e il mare e per l'influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo" | |
| 1955 | Halldór Laxness | Islandese | "per la vivida potenza epica con la quale ha rinnovato la grande arte narrativa dell'Islanda" | |
| 1956 | Juan Ramón Jiménez | Spagnolo | "per la sua poesia piena di slancio, che costituisce un esempio di spirito elevato e di purezza artistica nella lingua spagnola" | |
| 1957 | Albert Camus | Francese | "per la sua importante produzione letteraria, che con perspicace zelo getta luce sui problemi della coscienza umana nel nostro tempo" | |
| 1958 | Boris Leonidovič Pasternak (premio rifiutato) | Russo | "per i suoi importanti risultati sia nel campo della poesia contemporanea che in quello della grande tradizione epica russa" | |
| 1959 | Salvatore Quasimodo | Italiano | "per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi" | |
| 1960 | Saint-John Perse | Francese | "per il volo sublime ed il linguaggio evocativo della sua poesia che in modo visionario riflette gli stati del nostro tempo" | |
| 1961 | Ivo Andrić | Croato | "per la forza epica con la quale ha tracciato temi e descritto destini umani tratti dalla storia del proprio paese" | |
| 1962 | John Steinbeck | Inglese | "per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l'umore sensibile e la percezione sociale acuta" | |
| 1963 | Giorgos Seferis | Greco | "per i suoi scritti eminentemente lirici, ispirati da un profondo legame con il mondo della cultura ellenica" | |
| 1964 | Jean-Paul Sartre (premio rifiutato) | Francese | "per la sua opera che, ricca di idee e pregna di spirito di libertà e ricerca della verità, ha esercitato un'influenza di vasta portata nel nostro tempo" | |
| 1965 | Michail Aleksandrovič Šolochov | Russo | "per la potenza artistica e l'integrità con le quali, nella sua epica del Don, ha dato espressione a una fase storica nella vita del popolo russo" | |
| 1966* | Shmuel Yosef Agnon | Ebraico | "per la sua arte narrativa profondamente caratteristica con i temi della vita della gente ebrea" | |
| 1966* | Nelly Sachs | Tedesco | "per la sua scrittura lirica e drammatica eccezionale, che interpreta il destino d'Israele con resistenza commovente" | |
| 1967 | Miguel Ángel Asturias | Spagnolo | "per i suoi vigorosi risultati letterari, profondamente radicati nei tratti distintivi e nelle tradizioni degli Indiani dell'America Latina" | |
| 1968 | Yasunari Kawabata | Giapponese | "per la sua abilità narrativa, che esprime con grande sensibilità l'essenza del pensiero giapponese" | |
| 1969 | Samuel Beckett | Inglese / Francese | "per la sua scrittura, che - nelle nuove forme per il romanzo ed il dramma - nell'abbandono dell'uomo moderno acquista la sua altezza" | |
| 1970 | Aleksandr Isaevič Solženicyn | Russo | "per la forza etica con la quale ha proseguito l'indispensabile tradizione della letteratura russa" | |
| 1971 | Pablo Neruda | Spagnolo | "per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente" | |
| 1972 | Heinrich Böll | Tedesco | "per la sua scrittura che con la relativa combinazione di vasta prospettiva sul suo tempo e di un'abilità sensibile nella descrizione ha contribuito ad un rinnovamento della letteratura tedesca" | |
| 1973 | Patrick White | Inglese | "per un'arte narrativa epica e psicologica che ha introdotto un nuovo continente nella letteratura" | |
| 1974* | Eyvind Johnson | Svedese | "per un'arte narrativa, lontana da vedersi negli anni e nei paesi, al servizio della libertà" | |
| 1974* | Harry Martinson | Svedese | "per una scrittura che cattura le gocce di rugiada e riflette il cosmo" | |
| 1975 | Eugenio Montale | Italiano | "per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni" | |
| 1976 | Saul Bellow | Inglese | "per la sensibilità umana e la sottile analisi della cultura contemporanea che si trovano combinati nella sua opera" | |
| 1977 | Vicente Aleixandre | Spagnolo | "per una scrittura poetica creativa che illumina la condizione dell'uomo nell'universo e nella società attuale, allo stesso tempo rappresentando il grande rinnovamento delle tradizioni della poesia spagnola tra le guerre" | |
| 1978 | Isaac Bashevis Singer | Yiddish | "per la sua veemente arte narrativa che, radicata nella tradizione culturale ebraico-polacca, fa rivivere la condizione umana universale" | |
| 1979 | Odysseus Elytis | Greco | "per la sua poesia, che, contro lo sfondo di tradizione greca, dipinge con forza e chiarezza intellettuale la lotta dell'uomo moderno per la libertà e la creatività" | |
| 1980 | Czesław Miłosz | Polacco | "che con voce chiara e lungimirante espone la condizione degli uomini in un mondo di gravi conflitti" | |
| 1981 | Elias Canetti | Tedesco | "per i suoi lavori caratterizzati da un'ampia prospettiva, ricchezza di idee e potere artistico" | |
| 1982 | Gabriel García Márquez | Spagnolo | "per i suoi romanzi e racconti, nei quali il fantastico e il realistico sono combinati in un mondo riccamente composto che riflette la vita e i conflitti di un continente" | |
| 1983 | William Golding | Inglese | "per i suoi romanzi che, con la perspicacia dell'arte narrativa realistica e della diversità e l'universalità del mito, illuminano lo stato umano nel mondo di oggi" | |
| 1984 | Jaroslav Seifert | Ceco | "per la sua poesia che, dotata di freschezza, sensualità ed inventiva, fornisce un'immagine di liberazione dello spirito e della versatilità indomita dell'uomo" | |
| 1985 | Claude Simon | Francese | "che nei suoi romanzi fonde la creatività del poeta e del pittore nella profonda conoscenza del tempo e la descrizione della condizione umana" | |
| 1986 | Akinwande Oluwole Soyinka | Inglese | "che in un'ampia prospettiva culturale e con una poetica fuori dagli schemi mostra il dramma dell'esistenza" | |
| 1987 | Joseph Brodsky | Russo / Inglese | "per una condizione di scrittore esauriente, denso di chiarezza di pensiero e di intensità poetica" | |
| 1988 | Naguib Mahfouz | Arabo | "che, attraverso gli impianti ricchi di sfumatura - ora con limpide vedute realistiche, ora evocativamente ambiguo - ha formato un'arte narrativa araba che si applica a tutta l'umanità" | |
| 1989 | Camilo José Cela | Spagnolo | "per una prosa ricca ed intensa, che con la pietà trattenuta forma una visione mutevole della vulnerabilità dell'uomo" | |
| 1990 | Octavio Paz | Spagnolo | "per una scrittura appassionata, dai larghi orizzonti, caratterizzata da intelligenza sensuale e da integrità umanistica" | |
| 1991 | Nadine Gordimer | Inglese | "che con la sua scrittura epica magnifica - nelle parole di Alfred Nobel - è stata di notevole beneficio all'umanità" | |
| 1992 | Derek Walcott | Inglese | "per un'apertura poetica di grande luminosità, sostenuto da una visione storica, il risultato di un impegno multiculturale" | |
| 1993 | Toni Morrison | Inglese | "che in racconti caratterizzati da forza visionaria e rilevanza poetica dà vita ad un aspetto essenziale della realtà americana" | |
| 1994 | Kenzaburo Oe | Giapponese | "che con forza poetica crea un mondo immaginario in cui vita e mito si condensano per formare uno sconcertante ritratto dell'attuale condizione umana" | |
| 1995 | Seamus Heaney | Inglese | "per gli impianti di bellezza lirica e di profondità etica, che esaltano i miracoli giornalieri e la vita passata" | |
| 1996 | Wisława Szymborska | Polacco | "per la poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana" | |
| 1997 | Dario Fo | Italiano | "che seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi" | |
| 1998 | José Saramago | Portoghese | "che con parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia ci permette ancora una volta di afferrare una realtà illusoria" | |
| 1999 | Günter Grass | Tedesco | "di cui le licenziose fiabe ritraggono la faccia dimenticata della storia" | |
| 2000 | Gao Xingjian | Cinese | "per un'opera dal valore universale, intuito pungente e ingenuità linguistica che hanno aperto nuove strade al romanzo e al teatro cinese" | |
| 2001 | Vidiadhar Surajprasad Naipaul | Inglese | "per aver unito una descrizione percettiva ad un esame accurato incorruttibile costringendoci a vedere la presenza di storie soppresse" | |
| 2002 | Imre Kertész | Ungherese | "per una scrittura che sostiene l'esperienza fragile dell'individuo contro l'arbitrarietà barbarica della storia" | |
| 2003 | John Maxwell Coetzee | Inglese | "che in innumerevoli maschere ritrae il sorprendente coinvolgimento dello straniero" | |
| 2004 | Elfriede Jelinek | Tedesco | "per il flusso melodico di voci e controvoci in romanzi e testi teatrali, che con estremo gusto linguistico rivelano l’assurdità dei cliché sociali e il loro potere" | |
| 2005 | Harold Pinter | Inglese | "che nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione" | |
| 2006 | Orhan Pamuk | Turco | "che nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture" | |
| 2007 | Doris Lessing | Inglese | "cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, fuoco e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa" | |
| 2008 | Jean-Marie Gustave Le Clézio | Francese | "autore di nuove partenze, avventura poetica e estasi sensuale, esploratore di un'umanità al di là e al di sotto della civiltà regnante" | |
| 2009 | Herta Müller | Tedesco | "che, con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, dipinge il panorama dello spodestato" |
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